La qualità dei vini

Cosa dobbiamo sapere sulle abbreviazioni delle denominazioni di qualità

Denominazioni di qualitá dei vini

Il cibo e le bevande italiani devono corrispondere a norme di qualità molto rigorose. Ci vuole conoscere tante abbreviazioni per poter fare sempre una scelta consapevole!


Diamo un'occhiata alle abbreviazioni più importanti utilizzate per i per i prodotti alimentari, ma specialmente per i vini.


Se cerci un buon prodotto aimentare o un buon vino cerca prima cosa l'etichetta DOP, che garantisce che il prodotto è una prelibatezza italiana locale e non solo un'imitazione di qualcosa!


Ma più professionalmente:


Il marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta) viene assegnato a prodotti le cui caratteristiche dipendono, in tutto o in parte, dall'ambiente geografico in cui vengono prodotti. Tutte le fasi della produzione devono avvenire in quella zona.


Il termine di qualità DOP è molto comune per gli alimenti, ma ci sono alcuni vini che si alineano sotto questa classificazione di qualità non vinicola, in quanto la DOC esprime meglio il loro attaccamento al territorio che le denominazioni propriamente detti vinicole, come: DOCG, DOC, IGT .


Esempio di buon vini DOC: PIEDIROSSO DOP, DEPIÉ ROSÉ DOP e FALANGHINA DOP.


Diamo uno sguardo alla classifica del sistema V.Q.P.R.D. (Vino di Qualità Prodotto in Regioni Delimitate):



La DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) è il più alto livello di vini italiani al mondo: i metodi di produzione sono controllati e qualità del vino è garantita. Rigide regole devono essere seguite per i vini DOCG, che ovviamente includono il vitigno ammesso, la resa, la maturazione delle uve, le procedure di vinificazione, il tempo di maturazione in botte e in bottiglia. Tutti i vini DOCG sono sottoposti a un processo di degustazione ufficiale. Per evitare frodi, viene apposto un sigillo del governo numerato sul collo della bottiglia.


Esempi di vini DOCG: CHIANTI CLASSICO DOCG BORGO SALCETINO



La DOC (Denominazione di Origine Controllata) costituisce la stragrande maggioranza dei vini italiani e copre quasi tutti i tipi di vino italiano. Ci sono circa 330 vini DOC e diverse leggi regolano dove le uve utilizzate questi vini possono essere prodotte, quali varietà di uva e quali caratteristiche di stile dei vini possono esserci incluse. I vini che producono costantemente un'ottima qualità possono arrivare ai livelli DOCG.

Esempi di vini DOC: MONTEPULCIANO D ABRUZZO DOC, NERO D AVOLA DOC, PINOT GRIGIO DOC VILLA CHIOPRIS, MILLSIMATO DE BERNARD PROSECCO



La categoria IGT (Indicazione Geografica Tipica) è stata introdotta nel 1992 per dare una certa libertà ai viticoltori italiani. Prima del 1992, molti vini non erano in grado di soddisfare i requisiti per i livelli DOC o DOCG, non tanto a causa della loro bassa qualità quanto perché erano ottenuti da uve (o miscele) che non erano state adottate secondo le leggi DOC / DOCG. La categoria IGT si concentra sulla regione piuttosto che sul vitigno o sullo stile del vino. Vedi RIBOLLA GIALLA IGT VILLA CHIOPRIS, VIGNE VERDI CHARDONNAY IGT, LAMBRUSCO EMILIA IGT


Vino da Tavola: significa semplicemente "vino da tavola" e indica la categoria più bassa di vino italiano. La categoria stessa ha goduto di un certo prestigio negli anni '70 e '80, grazie a produttori di vino sperimentali. Tuttavia, questa situazione è pian piano cambiata a causa delle condizioni di produzione più flessibili dell'IGT, costringendo il Vino da Tavola e mantenendolo sul gradino più basso della "scala del vino".


I consorzi del vino determinano le caratteristiche di qualità del vino secondo i seguenti criteri:


Aree di produzione;

Contenuto di alcol;

Regole della viticoltura;

Regole di vinificazione;

Caratteristiche organolettiche;

Regole di imbottigliamento.


Annualmente viene verificata la conformità dei vini ai requisiti predefiniti.


Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, la classificazione di qualità viene fatta per proteggere il produttore da conntrafazioni e per informare i consumatori nel modo più accurato possibile.


Grazie alle etichette di qualità chiunque, anche un consumatore inesperto, potrà capire la categoria del vino e da dove proviene.


Infine, i vini con le denominazioni di origine DOC e DOCG (o semplicemente DOP) hanno anche ulteriori sottocategorie, a seconda della loro maturazione e produzione:


Classico: questo termine indica che il vino è ottenuto da uve provenienti dal luogo di produzione originario, spesso prodotte in una delle sub-regioni di DOC o DOCG, ma DOC e DOCG sono così diffuse che queste etichette possono non riferirsi specificamente a uve autoctone locali, il "classico", invece, sì, e che garantiscono il vino della terra data, quindi molte volte hanno anche un passato storico.


Riserva: comprende i vini a maturazione più lunga di quella predefinita dalla normativa: 2 anni per i vini rossi, 1 anno per i vini bianchi e spumanti fermentati Martinotti, 3 anni per gli spumanti a fermentazione classica


Superiore: per i vini con una maggiore gradazione alcolica, "superiore" si riferisce al livello di alcol.


Autore dell'articolo in ungherese: Dr. Hruby József

Tradotto in italiano da Ilona Dávid


Leggi questo articolo in ungherese


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